Saturday, July 25, 2026

SERENELLA E LA TASCA MAGICA




Ciao a tutti,

qualche anno fa realizzai un cuscino in pannolenci, imbottito con morbida ovatta e fiori essiccati di lavanda. Era nato come un piccolo cuscino aromatico, pensato per accompagnare il sonno dei più piccoli con il delicato profumo della lavanda.

Qualche tempo fa, una mia cara amica mi ha commissionato due nuvolette, una per ciascuna delle sue figlie. È stato proprio questo a farmi tornare con il pensiero a quella mia vecchia creazione e a chiedermi come avrei potuto renderla ancora più speciale, pratica e significativa. 

Da quel momento è nata l'idea di rivederla completamente.


Questa nuova versione è realizzata in cotone e racchiude due importanti novità.


Sul retro ho ideato una speciale tasca, rivestita internamente in spugna, con una doppia funzione. Ho voluto ricamarvi la frase "Pensieri felici e profumo di nanna", perché racchiude perfettamente il significato di questo piccolo spazio e ne rafforza il valore: un luogo che custodisce serenità, dolci emozioni e il rito della buonanotte.


La prima funzione è quella di ospitare un batuffolo di cotone con qualche goccia di olio essenziale di lavanda. In questo modo il profumo può essere rinnovato ogni volta che si desidera, mentre il rivestimento in spugna aiuta a proteggere il tessuto esterno da eventuali macchie.


La seconda è quella che amo di più. 

Ogni sera, nella tasca, si può inserire un piccolo pensiero felice o un bigliettino con qualcosa per cui si è grati. Ho chiamato questa nuvoletta Serenella, perché desidero che diventi una dolce compagna della buonanotte e un invito a coltivare un semplice rituale di gratitudine. Spesso si dice che, prima di addormentarsi, basti pensare anche a una sola cosa per cui essere grati per concludere la giornata con il cuore più leggero.


Così Serenella non è soltanto un cuscino aromatico: è un piccolo amuleto con una tasca magica, capace di diffondere serenità attraverso il profumo della lavanda e di insegnare, sera dopo sera, il valore della gratitudine.

A volte basta una richiesta fatta con il cuore perfar nascere un'idea nuova. E questa volta devo dire grazie proprio a quella mia cara amica e alle sue bambine, perché senza di loro Serenella non sarebbe diventata ciò che è oggi.


Qui di seguito trovate la storia che ho dedicato a Serenella e la tasca magica, dolce cuscino aromatico per la nanna.


Tutte le nuvolette erano in fila in attesa che Nefele, Dea delle nubi, assegnasse ad ognuna di loro una missione da realizzare sulla Terra.

Era un momento emozionante per le giovani idrometeore, perché sapevano che i loro cristalli di ghiaccio molto presto avrebbero assunto una forma diversa per poter assolvere il compito impartito dalla Grande Madre delle nubi.

La piccola condensazione d’acqua avanzava fluttuando soffice e candida verso il suo turno al cospetto di Nefele. Curiosa, osservava le piccole nubi che, a seguito dell’assegnazione, venivano mosse dal vento in direzione del loro nuovo mondo.

 Fu il chiacchierio delle altre nubi che stavano dietro di lei ad attirare la sua attenzione:

“Sapete amiche nubi, pare che Nefele scelga il nostro incarico in base alle nostre passioni!”

“Vuoi dire che quello che amiamo fare qui, si trasformerà nella nostra missione sulla Terra?”

“Si, questo è quello che narra la storia che raccontano le sagge nubi che, dopo aver assolto i loro compito sulla Terra tornano qui, nel cielo, a rigenerare i loro cristalli d’acqua!”

“ Wooow!! ma questa è una cosa bellissima” – pensò tra se' e se’ la piccola nuvola che aveva appena appreso quale sarebbe stata la sua vita sulla Terra. “Devo comunque aspettare la decisione di Nefele prima di essere così sicura di questo!” – si ammoni l’emozionata nuvoletta.

 



Così, soffio di vento dopo soffio di vento, giunse il suo momento. La piccola alzò i suoi dolci occhi verso l’alto, la grandezza di Nefele era così immensa che, la piccola, non riuscì a guardarla per intero.

L’emozione di avere di fronte tanta immensità, le fece socchiudere gli occhi in un dolce sorriso, due condensazioni di cristallo, poste appena sotto gli occhi, si dipinsero di rosa “Per tutti gli dei dell’acqua sto arrossendo, che penserà ora di me Nefele?!” si domandò emozionata!

Fu, poi, il suo inconfondibile sorriso a rompere il silenzio tra la Grande Madre Nefele e la piccola nuvoletta: “Salve Nefele, io sono un po’ frastornata perché trovarsi qui, di fronte a Lei così, immensa, è qualcosa che mi emoziona tantissimo. Poco fa ho appreso che Lei assegna ad ognuna di noi una missione sulla Terra in base alle nostre inclinazioni, insomma a quello che amiamo fare!”

Nefele si piegò appena verso la nuvoletta e con un tenero sorriso le sussurrò sottovoce: “Sai piccola, in effetti questa è la verità… ma dovrebbe continuare ad essere un mistero!”

 

È in quel momento che i due cristalli posti sotto gli occhi della novuletta, in segno di imbarazzo, divennero ancor più evidenti: “Oh, Nefele! ecco vede... io, io... ehmm, che sbadata! Avrei dovuto tenere questa cosa per me, oppure dirla sottovoce. Io... Io non avrei mai voluto. Mi scusi!”

Nefele sorrise di gusto nel leggere l’imbarazzo sul volto della piccola Nube e la tranquillizzo: “Non preoccuparti, stai serena piccola, ora raccontami qual’è la cosa che più ami fare qui nel cielo?”

“Ecco Nefete, deve sapere che le mie amiche nuvolette mi dicono che stare accanto a me le rasserena. Spesso mi è capitato di vedere addormentarsi le nuvolette che trascorrevano del tempo con me.  All’inizio, devo essere sincera, questa cosa mi preoccupava perché pensavo di essere solo un noioso ammasso d’acqua invece, quando ho scoperto che le mie amichette mi cercavano perché la mia vicinanza le rasserenava così tanto quasi da non poter far più a meno di me, la mia preoccupazione si è trasformata in pura felicità!”

 Nefete: “Bene piccola Serenella questo, da oggi, sarà il tuo nome sulla Terra e questa tua dote è qualcosa di prezioso per i piccoli abitanti della Terra.”

Diverrai, quindi, la compagna di nanna dei bimbi che ti vorranno al loro fianco durante il loro magico viaggio nel mondo dei sogni.

Saprai essere compagna di nanna di tutti i bimbi che sono ben predisposti a questo momento. Saprai, anche, diventare l’amica speciale di tutti i piccoli che, a volte, faticheranno ad abbandonarsi al mondo magico dei sogni. Riuscirai in questo perché dentro di te, oltre alla tua energia di serenità, porterai il profumo di piccoli fiori viola di Lavandula angustifoli. L’aroma incantato di queste creature floreali si trasformerà in braccia amorevoli, capaci di cullare e rasserenare anche l’animo più irrequieto.”

Serenella rimase immobile durante tutto il discorso di Nefele, era rapita da quel discorso perché mai le era sembrato di udire delle parole così tanto in sintonia con sé stessa: “questa è la missione giusta per me, Nefele! Si, sarà questo il mio compito sulla Terra: essere la compagna di nanna dei più piccoli!” – Esclamò entusiasta Serenella, mentre Nefele sorrise compiaciuta.

 

Serenella: “Nefele ho solo un’ultima domanda!”

“Dimmi mi dolce Serenella” - Disse Nefele.

 Serenella: “Come potrò diffondere al meglio il rasserenante aroma di lavanda che porto dentro di me?”

Nefele: “Serenella, il tuo sarà un aroma leggero e delicato che saprà liberarsi nell’aria con il solo calore del corpo della piccola creatura che verrà appoggiata al tuo fianco. Tesoro, tu sei magica, non lo dimenticare mai!”

 


“Sono magica, ehi, avete capito? Sono magica! Lo sapete che sono magica?!”-  Strepitava emozionata Serenella, mentre fluttua felice e impaziente nell’aria.

È in quel momento che Nefele proclama l’intervento del vento: “Vento ora sta a te, soffia su Serenella e portala verso la sua nuova dimensione!”

“Ciao mia magica Serenella, diffondi serenità ai più piccoli accompagnandoli nel loro mondo magico della nanna.

Sono sicura che tutti i piccoli umani ti ameranno al punto da non poter fare più a meno della tua presenza.” – è così che Nefele congeda Serenella, in attesa di assegnare una nuova missione alla prossima nuvoletta!



Cuscino a forma di nuvola in cotone, con tasca rivestita in spugna, cucito interamente a mano.


Con Amore e Magia.
Serendipity - Hand Made di Lucrezia di Lernia
(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi.
Operatrice Komyo® ReikiDo
Esperta di cucito terapia.)

Saturday, June 13, 2026

QUANDO UNA STELLA INCONTRÒ UN FIOCCO DI LUNA: LA NASCITA DI NORMAN


Albero di Natale in tulle e cotone, una creazione firmata Serendipity Hand Made di Lucrezia di Lernia


Era quasi l'imbrunire di un giorno dei primi di gennaio.

Nel Bosco Incantato, dove il vento conosceva il nome di ogni foglia e la neve brillava anche senza sole, due piccole fate guardiane compivano il loro volo quotidiano tra i fiori addormentati dall'inverno.

Una si chiamava Fiordistella e portava nel cuore la luce delle stelle.
L'altra era FioccodiLuna, che custodiva il silenzio e la dolcezza della notte.

Mentre danzavano sopra una radura, notarono qualcosa che non avevano mai visto prima.

In mezzo agli alberi si trovava un enorme ammasso verde, soffice come una nuvola e luminoso come muschio bagnato dalla rugiada.

Le due fate si fermarono di colpo.

«Che cos'è?» sussurrò Fiordistella.

«Forse una creatura smarrita...» rispose FioccodiLuna.

La misteriosa Nuvola Verde sembrava addormentata. Non aveva occhi né bocca visibili, eppure emanava una presenza calma e rassicurante.

Spaventate ma incuriosite, le fate si avvicinarono.
Più si avvicinavano, più sentivano che quella creatura custodiva una storia antica.

Così decisero di accompagnarla nella loro grotta segreta, nascosta dietro una cascata di cristalli di ghiaccio.

Quando la luna raggiunse il punto più alto del cielo, la Nuvola Verde si mosse. Una luce soffusa brillò al suo interno.
Poi una voce gentile riempì la grotta.
«Vi ringrazio per avermi accolto.»

Le fate si guardarono stupite.
«Chi sei?» domandarono insieme.
Per qualche istante la creatura rimase in silenzio. «Mi chiamo Norman.»
La sua voce sembrava provenire da molto lontano.

«Sono giunto qui dopo un lungo viaggio. Vengo da una città del nord chiamata Tallinn, affacciata sul mare e circondata da inverni che sembrano non finire mai.»

Le fate si sedettero accanto a lui per ascoltare.
Norman raccontò di essere nato molto tempo prima come un giovane principe.

Pur crescendo circondato dall'affetto, aveva sempre sentito nel cuore una strana inquietudine, come se il suo destino si trovasse altrove.

Raccontò delle sue paure.

Delle sue domande.

Dei momenti in cui si era sentito diverso dagli altri.

E di come, con il passare degli anni, avesse imparato a trasformare ogni difficoltà in una lezione.

La paura era diventata coraggio.

La sensibilità era diventata saggezza.

La solitudine era diventata capacità di comprendere gli altri.

Le fate ascoltavano senza interromperlo.

Più Norman parlava, più sentivano che quella storia apparteneva in qualche modo anche a loro.

Poi raccontò del bosco che aveva chiamato casa.

Parlò di un antico Abete che gli aveva insegnato ad affrontare le tempeste senza perdere la propria essenza.

Parlò di un raggio di luna che illuminava il tronco nelle notti più buie.

Parlò di un piccolo fiordaliso che cresceva ai piedi dell'albero e gli ricordava la bellezza delle cose semplici.

A quelle parole qualcosa iniziò a muoversi nel cuore delle due fate. Un ricordo lontano.
Un'emozione dimenticata.
Norman continuò il suo racconto fino alla notte del 24 dicembre. Una notte speciale.

Una notte in cui il cielo si era acceso di stelle e il destino aveva finalmente mostrato il suo disegno. Fu allora che le due fate compresero la verità.

«Per tutti i muschi selvatici!» esclamarono insieme.
«Norman... sei tu!»
In quell'istante ogni ricordo tornò al proprio posto.
Loro erano state il Fiordaliso e il Raggio di Luna.
Per anni avevano accompagnato il suo cammino senza sapere che un giorno si sarebbero ritrovati. Norman sorrise.

E la gioia che esplose tra i tre amici fu così intensa da illuminare l'intero bosco.

Luci verdi, azzurre e dorate danzarono nel cielo come una meravigliosa aurora boreale.

Quando la luce si affievolì, Norman rivelò il vero motivo del suo viaggio.

«Desidero diventare una guida silenziosa per gli esseri umani.»

Le fate lo guardarono incuriosite.

«Ogni anno, durante il Natale, vorrei ricordare a chi mi osserva che il cammino più importante è quello che conduce alla conoscenza di sé.»

Poi aggiunse:

«Vorrei onorare il mio maestro, l'Abete.

Vorrei essere alto ed elegante come lui.

Vorrei avere sette strati che raccontino i sette livelli della crescita interiore.

Vorrei portare il colore del bosco e custodire, tra morbide pieghe, i desideri e i sogni di chi saprà guardarmi davvero.»

Le due fate accettarono senza esitazione.
Ma il compito si rivelò più difficile del previsto.

Quando tornarono nel loro atelier, scoprirono che Norman si era trasformato in metri e metri di tulle e cotone verde.

Cominciarono subito a lavorare. Tagliavano.
Cucivano.
Imbastivano.

Disfacevano e ricominciavano.

A volte sembrava impossibile.

Alcune cuciture non venivano come speravano.

Alcuni strati sembravano troppo pesanti.

Altre volte la stanchezza faceva dubitare entrambe.

Ma ogni volta ricordavano il sogno di Norman e trovavano la forza di continuare.

Passarono settimane.

Poi mesi.

Finché, al tramonto del 24 dicembre, completarono il settimo e ultimo strato.

Davanti a loro si ergeva una figura magnifica.

Elegante.

Regale.

Profondamente magica.

Norman osservò il proprio riflesso nella superficie ghiacciata di un lago.

I suoi rami sembravano sfiorare il cielo.

Le sue pieghe custodivano i segreti del bosco.

E il verde dei suoi sette strati raccontava il lungo viaggio della trasformazione.

Con gli occhi colmi di gratitudine sussurrò:

«È esattamente come lo avevo immaginato.»

Mancava soltanto un ultimo passo.

Le due fate lo accompagnarono fino a Tallinn, la città dove la sua storia aveva avuto inizio.

Nella piazza illuminata dalle lanterne, il vento portava con sé il profumo della neve e dei secoli passati.

Fu lì che Norman ricordò alle sue amiche una leggenda molto antica.

Molti, molti anni prima, proprio a Tallinn, era stato innalzato uno dei primi alberi di Natale della storia.

Da allora, generazioni di persone avevano continuato a cercare nella luce del Natale speranza, meraviglia e rinascita.

Mentre la mezzanotte si avvicinava, le fate capirono che il momento del saluto era arrivato. E per la prima volta da quando si erano ritrovati, la tristezza entrò nei loro cuori.
Non volevano lasciarlo.
Non dopo tutto ciò che avevano condiviso.

Ma la magia aveva già deciso.

Una delicata polvere dorata iniziò a scendere dal cielo.

Avvolse dolcemente le due fate.

FioccodiLuna si trasformò in un grande fiocco color della luna.

Fiordistella divenne una luminosa stella.

Entrambe trovarono il proprio posto accanto a Norman.

Una sulla cima.

L'altra tra i suoi rami.

E da quel momento non si separarono più.

Ancora oggi, ogni Natale, Norman, la Stella e il Fiocco di Luna continuano la loro silenziosa missione.

Non parlano.
Non si muovono.
Eppure raccontano una storia a chi sa osservare con il cuore.
Una storia di amicizia.
Di trasformazione.
Di coraggio.
E del lungo viaggio che conduce ciascuno verso la propria vera natura.

Così ho immaginato la nascita di Norman, il mio albero fatato: un albero nato da un'antica leggenda di Tallinn e dal desiderio di ricordare che, come ogni bosco custodisce i propri segreti, anche ogni essere umano porta dentro di sé una luce pronta a sbocciare. 



Norman non è nato per caso.

È nato dal desiderio di una persona a me molto cara, una persona che sognava un albero di Natale unico nel suo genere. Un albero che non fosse soltanto una decorazione, ma qualcosa capace di raccontare una storia, di custodire emozioni e di trasmettere una presenza speciale.

Quella persona mi ha affidato una missione. E io ho scelto di accoglierla con tutto il cuore.

Come faccio sempre quando inizio una nuova creazione, ho immaginato una fiaba. Una storia invisibile agli occhi, ma viva dentro di me. Una fiaba che mi ha accompagnata in ogni fase del lavoro, guidando le mie scelte, le mie intuizioni e persino i momenti di difficoltà. Perché ogni mia creazione nasce prima in un mondo fatto di immagini, simboli e racconti, e solo dopo prende forma nella realtà.

Norman è stato prima una storia e poi un'opera.

Io sono stata soltanto il tramite.

Le mie mani hanno dato forma, su questa Terra, a qualcosa che esisteva già nel mondo dell'immaginazione e del cuore.

Ho voluto trasformare quel desiderio in realtà investendo tutte le mie energie, il mio tempo, la mia creatività e, soprattutto, la mia intenzione più sincera: rendere felice la persona che aveva affidato a me il suo sogno.

Norman è stato uno di quei lavori grandi, impegnativi e profondi che lasciano un segno. Un progetto durato ben cinque mesi, durante i quali ho dovuto partire completamente da zero.

Ho studiato il progetto, immaginandolo prima ancora di vederlo prendere forma. Ho calcolato metri e metri di tessuto, cercando di capire come trasformare un'idea in qualcosa di concreto. Ho affrontato dubbi, problemi tecnici, tentativi riusciti e altri meno riusciti. Ho cercato una soluzione dopo l'altra per fare in modo che questo albero diventasse esattamente ciò che doveva essere: un lavoro pulito, elegante, armonioso e degno di occupare l'angolo della casa che lo avrebbe accolto.

È stato un investimento importante.

Di tempo.

Di energie.

Di dedizione.

È stato un lavoro che mi ha messo a dura prova più di una volta.

Ci sono stati momenti in cui sarebbe stato molto più facile fermarsi. Molto più conveniente arrendersi.

Ma non l'ho fatto.

Perché quando decido di intraprendere un percorso, lo faccio credendoci fino in fondo. E quando scelgo di dare vita a qualcosa, sento la responsabilità di accompagnarla fino alla sua forma migliore.

Alla fine il risultato è stato motivo di soddisfazione.

Eppure c'è una frase che mi accompagna ogni volta che termino un lavoro:

"Avrei potuto farlo meglio."

Forse perché sono fatta così. Forse perché continuo sempre a vedere ciò che avrei potuto aggiungere, migliorare o perfezionare.

Ma col tempo ho imparato una cosa importante: sono proprio le imperfezioni a rendere ogni creazione unica. Sono quelle piccole tracce invisibili che raccontano il percorso, le difficoltà affrontate, le emozioni vissute e il cuore che è stato messo in ogni singolo dettaglio.

Le imperfezioni donano un'anima alle cose.

E in questo caso, quell'anima è la mia.

Per questo Norman non è soltanto un albero di Natale.

È una fiaba che ha trovato il modo di esistere.

È il risultato di un desiderio affidato a me, di una storia che ha chiesto di essere raccontata e di cinque mesi di lavoro, dedizione e amore.

È la prova che, a volte, le cose più belle nascono quando qualcuno affida un sogno a un'altra persona e quella persona sceglie di custodirlo, proteggerlo e accompagnarlo fino a renderlo reale.

Con tutto il cuore.


Serendipity - Hand Made di Lucrezia di Lernia
(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi.
Operatrice Komyo® ReikiDo
Esperta di cucito terapia.)

Thursday, January 1, 2026

STAR OF BETHLETHEM - PATCHWORK QUILT

 

Non appena ho tolto il coperchio alla scatola in cui erano riposti tutti i mie lavori patchwork mi sono sentita letteralmente travolta da un turbinio di emozioni impossibili da descrivere con le

parole.

Dall’ultima volta che ho guardato, toccato, annusato e sentito i miei quilts sono passati più di cinque anni e, in questi anni, nella mia vita sono accadute e cambiate milioni di cose. 

Cose che mi hanno cambiata, totalmente. 

Cose che da una parte mi hanno resa più forte ma dall’altra più fragile.

Eppure loro, i miei quilts, sono rimasti lì.

Immutati.

Con quella stessa energia. 

La loro e la mia.

Loro sono rimasti lì, ad aspettarmi per raccontare per sempre di quella “me” che e’ stata in grado di dargli vita e regalare un senso a quelli che, prima, erano dei semplici tessuti.

Forse avevo bisogno di loro, per ricontattare un’altro piccolo pezzo di me che, in questi anni avevo perso, ma mai dimenticato.

Così mi sono lasciata andare ad un pianto liberatorio. Un pianto pieno ricordi, amore, sorrisi, delusione, paura e tristezza.

Un pianto che, insieme ai miei quilts si e’ preso cura di un pezzo del mio cuore♥️.

Ancora una volta capisco quanto il cucito, per me, sia una vera medicina.

Ho scelto di condividere solo questo quilt che ho cucito interamente a mano, punto dopo punto con Amore, Passione, Dedizione, Volontà e Speranza quando le mie mani avevano poco più di 20 anni.


Serendipity - Hand Made di Lucrezia di Lernia
(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi.
Operatrice Komyo® ReikiDo
Esperta di cucito terapia.)

Wednesday, May 14, 2025

DUCHESSA: LA DRAGHESSA DELL’ANTICO FUOCO FEMMINILE.





Questa è la storia di Duchessa, la draghessa dell’antico fuoco femminile.


E’ appena calata la notte  sul Monte del Drago di Giada, a nord-ovest di Lijiang, quando un fulmine illumina di rosso il corvino cielo notturno.

L’antica città cinese, che si erge nella provincia sud occidentale dello Yunnan, e’ solita a questo tipo di fenomeni. La leggenda narra, infatti, che ad ogni plenilunio, sul monte del Drago di Giada, tutte le draghesse si riuniscono in un cerchio di sisterhood, con lo scopo di proclamare una di loro come prescelta al il compimento di una missione, unica ed irripetibile, richiesta in chissà quale remota parte dell’universo per chissà quale anima.


Una volta nominata la prescelta, tutte le draghesse sigillano il cerchio di sisterhood sovrapponendo le proprie ali a quelle della sorella accanto per alzare, poi, la testa al cielo e, all’unisono, ruggire il sacro fuoco del femminile alla grande sorella LUNA, illuminandola, così , di un intenso rosso scarlatto. 


Per onorare la missione della draghessa, che verrà prescelta, al calar della notte di  plenilunio, le antiche donne di Lijiang usano riunirsi nel millenario bosco dei Nubi e delle Nuvole.

La congrega si riunisce, in questo luogo sacro, sedendo in cerchio a diretto contatto con MADRE TERRA.

Al centro del cerchio di sisterhood:

Il fuoco, simbolo del SACRO FEMMINILE.

Una musica ipnotica e soave e’ generata dalle voci delle sagge che  japano il mantra “OM MANI PEDME HUM”, fa da cornice a questo magico quadro.

Tutte restano lì, unite da una potente energia che lega profondamente alle draghesse, in attesa che il CIELO e la LUNA sopra la loro testa si tingano di rosso scarlatto.



Sono le 23:00 del 13 maggio, di un anno indefinito, quando Duchessa, una giovane draghessa, viene eletta per portare a compimento la sua missione:

L’energia dell’antico fuoco del sacro femminile di Duchessa giungerà fino al grembo di Yue 玥, anima che si e’ incarnata nel corpo di una donna umana  affinché, quest’ultima, possa ricongiungersi con la sua più profonda energia creativa.

Duchessa saprà infondere, nel grembo e nel cuore di Yue (玥), la capacità di connettersi con la sua natura ciclica.

E’ così che l’arrivo di Duchessa nella vita di Yue le dona la possibilità di volgere lo sguardo alle sue ferite e quelle delle sue antenate  permettendole, finalmente, di sanarle.

E’ grazie all’arrivo di Duchessa che, da oggi e per sempre, Yue saprà rinascere in una nuova energia, capace di vibrare alla frequenza di ali libere di volare nel sacro fuoco del suo femminile.

Così sia oggi e per sempre.



E’ con questa personale lettura che ho voluto raccontare la simbologia di questa mia ultima creazione. 


E’ con questa storia che ho voluto sigillare la nascita di Duchessa sul pianeta TERRA.


Devo ammettere che questo lavoro su commissione è stato, per me, particolarmente stimolante in quanto mi ha permesso di spingermi fin dove non ero mai arrivata. 

Ho studiato il progetto nei minimi dettagli, affinché potesse rappresentare, al meglio, quello che la cliente desiderava. Dopo esserci confrontate, Lei, mi ha chiesto di utilizzare dei colori specifici, in quanto ha voluto che io la sua draghessa vibrasse alla frequenza di chakra precisi.

Così, ho aperto il cuore e, le mani, hanno lavorato con l’intento di portare alla luce una creazione con una fortissima simbologia guaritrice.


Grazie a questa esperienza la magia di Serendipity Hand Made ha avuto la possibilità di toccare un’altra preziosa vita e di questo non posso che esserne onorata.


Serendipity - Hand Made di Lucrezia di Lernia
(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi.
Operatrice Komyo® ReikiDo
Esperta di cucito terapia.)




Thursday, November 28, 2024

ADA LA CICOGNA - E IL FAGOTTINO DI MATTIA

 



E' mattino quando Ada, la cicogna, dopo aver attraversato l’intera via Lattea raggiunge la destinazione che le era stata assegnata dalle cicogne più sagge: “il cavolo, quello più luminoso destinato a Mattia”

Nonostante l’emozione per il suo primo volo dalla Luna fino alla Terra, Ada ha portato a termine la sua missione nel momento in cui ha adagiato, con tutta la dolcezza che poteva, quel fagottino soffice e puro, al di sotto delle foglie più grosse di quel cavolo così brillante.




Non appena il becco di Ada si è deciso ad affidare il fagottino a Madre Terra, le foglie del cavolo hanno iniziato a brillare con maggiore intensità. Il luccichio di quel vegetale era così accecante da lasciare Ada incantata di
fronte a così tanta magia. -“Questa è polvere di stelle!” Esclama Ada quasi incredula. “Quest’anima ha una missione speciale su questa Terra, non c’è altra spiegazione” - pensa Ada tra sé e sé.

Più il tempo passa, più la polvere di stelle si fa intensa. Così intensa da assumere la forma di due dita lunghe e affusolate, un fascio di luce magico capace di sciogliere con delicatezza il nodo che teneva chiuso il fagottino nel quale Mattia sonnecchiava.



La luce delle stelle, che scende fino a terra con la delicatezza tipica dei fiocchi di neve, accarezza anche il piccolo Mattia. Una smorfia involontaria sul volto del piccolo ricorda chiaramente un dolce sorrido. - Ada non le toglie gli occhi di dosso, vuole essere certa che tutto vada per il meglio. - Così, Mattia, sicuro della presenza di Ada, si stiracchia un po’ ed è proprio in quel momento che il profumo di bambino appena nato avvolge completamente Ada ed il cavolo sotto il quale Mattia è venuto alla luce. 
È così che l’essenza di Mattia e la polvere di stelle divengono un’ unica cosa.

Non appena le mani di Mamma Martina si accingono a sollevare Mattia, la polvere di stelle arresta delicatamente il suo flusso e Ada, come per magia, si trasforma, diventando di stoffa esaudendo, così, il suo stesso desiderio, espresso sulla Luna appena prima di spiccare il volo: “vorrei poter restare sulla Terra per vegliare per sempre su Mattia.”





Ben arrivato in questo Mondo Mattia, che l’Amore e la Magia disegnino ogni tuo giorno qui.

Se anche tu desideri donare Ada alla prossima anima in arrivo su questa Terra, non devi fare altro che Ordinarla!!!

(Cicogna Nascita realizzata a mano e con materiali ore info e costi contattami in privato)
Spedizione esclusa.
 
 
Serendipity - Hand Made di Lucrezia di Lernia
(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi.
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DOROTHY, MAGICA MINI MUCCA UNICORNO - COLEI CHE CONCEDE DESIDERI E BENEDIZIONI

 


DOROTHY, MAGICA MINI MUCCA UNICORNO - COLEI CHE CONCEDE DESIDERI E BENEDIZIONI. Una creazione firmata Serendipity handmade di Lucrezia di Lernia
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Lei è Dorothy, mucca  unicorno della trasmutazione, colei che concede desideri e benedizioni.
Lei è Dorothy, capace di portare serenità ai cuori inquieti.
Lei è Dorothy,  capace di acquietare il rimuginio dei pensieri cupi.
Lei è Dorothy, l’ultima magica creazione di Serendipity handmade di Lucrezia di Lernia.
Cucita interamente a mano con Amore.




Cosa rende Dorothy così magica?
Le sue ali!
Si, perché le ali di Dorothy sono dotate di una tasca all’interno della quale potrai inserire un foglietto di carta, sul quale avrai scritto il tuo desiderio. Così facendo Dorothy benedirà la tua aspirazione custodendola nel suo piccolo scrigno segreto e tu, non  dovrai far altro che aspettare che il tuo desiderio si avveri.

Buona magia a tutti!




Serendipity - Hand Made di Lucrezia di Lernia

(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi.

Esperta di cucito terapia.)


Per info e costi puoi contattarmi in privato:

lucreziadilernia82@gmail.com 

Monday, July 1, 2024

QUESTA E' LA STORIA DI TRIXY



Cuscino testa di unicorno- cucito creativo realizzato con l'utilizzo di cotone italiano

Questa è la storia di trixy, una puledra che sognava un futuro magico.

 

Trixy era solita brucare l’erba nel grande campo accanto alla scuderia alla quale era stata affidata, qualche mese prima, dalla sua famiglia umana.

Trixy si era ormai affezionata a quel nuovo ambiente, le piaceva molto quella casetta fatta di travi di legno nella quale si rifugiava dal freddo e dalle intemperie. La scuderia era divenuta il suo posto sicuro, un piccolo spazio che profumava di fieno e famiglia.

 

Come ogni giorno, dopo aver pascolato, la piccola Trixy aveva permesso ai suoi occhi di galoppare fino all’orizzonte, fino a quella linea lontana che, per lei, aveva rappresentato, da sempre, il punto in cui finisce la realtà e inizia il sogno.

Ogni qualvolta i suoi occhi raggiungevano quella linea di confine tra i due mondi i battiti del suo cuore si facevano sempre più veloci. Questo accadeva perché l’orizzonte riusciva a metterla in contatto con uno spazio sacro, una dimensione in cui riusciva a sentirsi davvero sé stessa.

Di questo suo modo di sentire il mondo ne aveva parlato anche con le adulte della scuderia, le quali le avevano assicurato che, oltre quella linea, non esisteva nulla di diverso da quello che era il mondo da questa parte.

 

Trixy era rimasta più volte in ascolto di quello che le più grandi le avevano raccontato eppure, dentro al suo cuore, non aveva mai creduto fino in fondo alle loro parole. In cuor suo, Trixy, sapeva che oltre l’orizzonte esisteva qualcosa di più, qualcosa di magico.

 

Fu di nuovo mattina quando, la piccola, era ancora accovacciata sul fieno in compagnia della sua fantasia. D’un tratto si rese conto che, il suo cuore e la sua mente l’avevano appena condotta in quella dimensione sottile in cui il mondo oltre il confine inizia a vibrare forte dentro di lei. Decise di dedicare ancora qualche istante a questo momento introspettivo prima di alzarsi e raggiungere il suo angolo di campo preferito per mettersi in contemplazione dell’orizzonte.

Trixy, seppur faticava a spiegarsi il perché, sentiva sempre più forte il bisogno di connettersi con il mondo oltre e, per questo, decise che dal quel momento, non sarebbe tornata in scuderia prima dell’imbrunire. 

 

La giornata trascorse come le altre fino a che, d’un tratto, accadde qualcosa di inspiegabile, d’improvviso il tempo sembrava scorrere più lento.

Trixy iniziò a percepire qualcosa di intenso.

Sentiva i suoi zoccoli affondare lenti e decisi nella terra sotto le sue zampe, percepiva le sue palpebre aprirsi e chiudersi con una lentezza che mai prima d’ora aveva conosciuto. Si rese conto di essere entrata in uno spazio in cui tutto si muoveva e si colorava in modo diverso.

Era tutto così strano quel suo modo di percepire ogni cosa, eppure questa cosa non la spaventava affatto.

La luce intensa, tipica del sole quando è ancora alto, aveva l’asciato spazio ad un cielo dipinto di rosa e arancione.

L’aria si era fatta più pungente tanto che, qualche soffio di vento le spostava il ciuffo e la criniera.

A farle compagnia era rimasta qualche piccola mosca che, con il suo fare un po’ dispettoso, le ronzava intono, prima sul naso poi si gli occhi costringendola a scuotere il capo a destra e sinistra, così da interrompere quel ronzio intermittente.

 

Il rumore del silenzio si era fatto assordante e, un brivido sul corpo di Trixy, le aveva richiamato alla memoria il profumo del fieno, era certa che quella sensazione, era figlia della mancanza di quel senso di protezione e sicurezza che solo la scuderia sapeva trasmetterle. Nonostante ciò, quel senso di solitudine non fu abbastanza forte da impedirle di restare lì, ad osservare il sole svanire lentamente oltre quella misteriosa linea di confine.

“E’ tutto così meraviglioso!” – esclamò a sè stessa nell’osservare la naturalezza con la quale il sole era riuscito a superare l’orizzonte. Immediatamente un pensiero si affaccio nella mente di Trixy: “allora non mi sbagliavo, oltre quel confine esiste davvero il mondo che ho sempre sognato!”.

Trixy nitrii, sollevò il capo verso il cielo e promise a sé stessa che, presto, avrebbe realizzato il suo sogno, quello di oltrepassare la linea di confine tra due mondi.

 




La notte era ormai scesa, Trixy si sentiva stanca e infreddolita quando decise di tornare in scuderia per riposarsi. 

Una volta giunta al suo box, la piccola Trixy piegò le zampe, cercando dapprima la posizione seduta per poi arrivare a sdraiarsi su di un fianco, pochi instanti dopo chiuse gli occhi e si abbandonò tra le braccia di Morfeo.

 

Fu una notte ricca di sogni e premonizioni quella di Trixy tanto che, al mattino seguente, quando la piccola si svegliò fu pervasa da un’euforia irrefrenabile. Trixy non stava nel manto, sentiva la necessità di raccontare il suo sogno alle cavalle più adulte che condividevano con lei scuderia e cibo.

 

Durante la notte – si accingeva a raccontare alle altre “inquiline” - Morfeo l’aveva accompagnata attraverso quel viaggio che tanto desidera fare, quello oltre l’orizzonte.

Il Dio del sonno, infatti, le aveva svelato che, se avesse galoppato fino a quel misterioso confine senza mai arrendersi, un varco si sarebbe aperto dinnanzi a lei e, questo, le avrebbe finalmente permesso di raggiungere il mondo dall’altra parte.

“Chi meglio di Morfeo può conoscere come realizzare i nostri sogni!” -concluse Trixy con aria sicura. Nel frattempo le sue ascoltatrici si scambiavano sguardi complici, tipici di chi annuisce al racconto solo per non deludere l’ingenuità di una piccola puledra.

Ben presto Trixy si accorse della loro incredulità e, un po’ delusa dal suo non sentirsi compresa da chi dovrebbe insegnarle a credere nei sogni, decise di allontanarsi a pascolare l’erba per stare un po’ da sola con sé stessa ed i suoi “stupidì” sogni.

 

Passò tutto il giorno a domandarsi se davvero fosse così sbagliato credere in quello che, per gli altri, era impossibile. Questo pensiero un po' pesante le aveva fatto compagnia per tutto il giorno e, in un batter d’occhio, arrivò il calar del sole.

 “Trixy, non stare qui fuori al freddo, torna in scuderia con noi, il fieno ci aiuterà a scaldarci!” - Le consiglio Contessa, la più anziana del gruppo - 

Ella spostò per un attimo lo sguardo verso di Contessa, sbuffò scuotendo appena il capo prima di tornare a contemplare l’orizzonte. Rimase nel campo e solo quando calò la notte si ritirò in scuderia, giurando a sé stessa che, al prossimo sorgere del sole, avrebbe galoppato fino al confine.

Non era stato mai così difficile per la piccola prender sonno, le parole delle anziane della scuderia rimbombano nella mente di Trixy – “ormai ho deciso, domattina raggiungerò il mondo dall’altra parte!” – si ammonì,  prima di chiudere gli occhi ed addormentarsi.

 

Il mattino seguente fu la timida luce dell’alba a svegliare Tirixy. Il sole, filtrando attraverso le travi di legno poste sul muro di fronte a lei, le aveva appena accarezzato il capo, come una madre amorevole intenta ad annunciare l’inizio di un nuovo giorno.

 

Bastarono solo pochi istanti e Trixy comprese che il sole l’aveva svegliata per ricordarle che il giorno più importante della sua vita era arrivato: “nulla fermerà il mio galoppo, oggi raggiungerò il confine per entrare nel mondo dall’Altra Parte!”

Fece leva con gli zoccoli delle zampe anteriori sulla terra per sollevarsi e, dopo pochi istanti, si trovò a quattro zampe.

Lentamente si avvicinò all’angolo del fieno e si nutrì abbondantemente.

Con andatura lenta e silenziosa passò davanti alle altre cavalle adulte che stavano ancora riposando, le salutò ed uscì dalla scuderia.

Da quel momento Trixy, senza mai voltasi indietro, iniziò a galoppare a perdi fiato verso l’orizzonte.

 

L’avventuroso viaggio di Trixy durò diversi mesi, furono innumerevoli le volte in cui la voglia di voltarsi indietro l’aveva messa alla prova. In più occasioni la mancanza del profumo di fieno e del calore della sua scuderia si era fatta sentire eppure mai si arrese.

Ogni qualvolta la fame aveva indebolito le sue zampe, Trixy riuscì a nutrirsi con l’erba che boschi e prati riuscivano ad offrirle.

Quando la pioggia ed il vento avevano reso difficoltoso il suo percorso, il fato le aveva fatto trovare, come me magia, dei ripari di fortuna, così che Trixy poté galoppare ancora e ancora.

Nei momenti difficili cercò di ricordare a sé stessa il motivo che l’aveva spinta ad intraprendere quel viaggio.

 

E fu così, che arrivò il giorno del “non tempo”.

Il giorno in cui Trixy raggiunse la linea di confine.

Il giorno in cui una dimensione di immobilità circondò Trixy e ogni cosa intorno a lei.

Tutto era lento, pensieri, movimenti ed emozioni, tutto sembrava essere sospeso.

Aveva raggiunto quella che, nel mondo dall’altra parte, viene definita la Terra di Mezzo,

la stessa che nel mando da questa parte è conosciuto come lo stato di dormi veglia che anticipa il sonno.

Trixy non credeva ai suoi occhi, tanto che questa emozione la porto ad impennarsi e a nitrire. Proprio in quell’instante Morfeo, Dio del sonno, si materializzò davanti alla giovane cavalla: “Mia piccola Trixy, se oggi sei arrivata fino alla linea di confine tra i due mondi è perché non hai mai smesso di credere nei tuoi sogni.” -Si complimentò Morfero – “Quella notte, durante quel sogno, ti avevo rivelato che, se avessi galoppato verso l’orizzonte senza mai arrenderti, avresti raggiunto il Mondo dall’Altra Parte e, oggi, sei arrivata!” - proferì Morfeo.

 

Il cuore di Trixy fu pervaso da un turbinio di emozioni, i suoi occhi si riempirono di lacrime e, tanta era l’impazienza di scoprire l’ignoto, che con lo zoccolo della zampa sinistra iniziò a raspare il terreno.

 

“Mia cara Trixy, non voglio dilungare la tua trepidante attesa, è arrivato per te il momento di attraversare il confine!” - esclamò a voce grossa Morfeo.

 

Trixy era incredula, stava per realizzare il suo sogno e non sapeva che da li a pochi instanti davanti ai suoi occhi si sarebbe rivelato un gigantesco arcobaleno. Era un meraviglioso ponte dipinto di rosso, arancione, giallo, verde, blu e viola.  Rimase affascinata da meraviglia che era appena apparsa dinnanzi a sé.

Senza neanche rendersene conto, salì sul ponte e, non appena appoggiò una zampa sull’arcobaleno il suo manto iniziò a mutare il suo colore.

 

In pochi istanti il manto di Trixy da marrone intenso diventò bianco, anzi bianchissimo. Criniera, ciuffo e coda si tinsero di viola, azzurro, giallo e verde.

Sulla fronte, esattamente, tra i due occhi spuntò, improvvisamente, un enorme corno dorato.

Trixy, per tutta la durata della sua trasformazione riuscì a specchiarsi nell’arcobaleno.

S percepì diversa e, proprio in quel momento, comprese di essersi trasformata in una creatura magica, Un’ unicorna! Adesso era pronta a lasciare la Terra di Mezzo per entrare nel Mondo dall’Altra Parte

 

Così, Da quel giorno Trixy decise di restare nel suo nuovo mondo, per vivere in quella dimensione magica che aveva fatto parte di lei, da sempre.

 

Il cammino di Trixy l’aveva condotta fino a quella frequenza energetica, perché la sua missione era quella di lottare per scoprire la sua natura magica e, proprio attraverso la magia, aiutare tutti coloro che hanno bisogno di credere in sé stessi e nei loro sogni.

 

Morfeo, seguì attentamente il percorso di Trixy nei due mondifu orgoglioso di quella piccola unicorna che, durante quel sogno aveva creduto a quello che lui stesso le aveva svelato.

Il Dio del sonno si rese conto che, attraverso il mondo dei sogni, era riuscito a comunicare con la parte di profonda di Trixy e, per questo, comprese che questa unicorna poteva divenire un amuleto di coraggio, forza e speranza per tutte quelle persone che hanno difficoltà nell’abbandonarsi al mondo dei sogni.

 

Così, un giorno, Morfeo convocò Trixy al suo cospetto, spiegandole quello che, lui, aveva riconosciuto in lei proponendole di trasformarsi, per sempre, in amuleto magico.

Lei non esitò nemmeno per un attimo, quando Morfei le comunico che, attraverso il cuore e le mani di Serendipity Hand Made di Lucrezia di Lernia si sarebbe trasformata in un cuscino magico ne fu entusiasta.

Così Morfeo sigillò la magia, trasformando Trixy in un vero e proprio amuleto del mondo dei sogni.

 

Da quel giorno le mie mani, in perfetta sintonia con il mio cuore, hanno lavorato alla realizzazione di un cuscino a forma di testa di unicorno. Un soffice amuleto da abbracciare così che, l’energia di questa creatura magica, saprà accompagnarti nel TUO Mondo dall’Altra parte.

 

Attraverso un magico cuscino a forma di testa di unicorno, soffice e che profuma di lavanda verrai cullato/a fino a raggiungere la parte più vera di te. 

Raggiungerai quello spazio in cui tutto è chiaro.

Raggiungerai quello spazio dove forza e perseveranza sono facilmente accessibili.

 


Ah, un’ultima cosa: pare che tra gli abitanti de il Mondo dall’Altra Parte si narri di una leggenda, quella in cui, un corno dorato posto sulla fronte di una creatura che assomiglia molto ad un cavallo bianco con criniera colorata abbia la facoltà di far avverare ogni desiderio. Per far si che questo accada è necessario stringere tra le mani il corno, chiudere gli occhi e pensare intensamente al proprio desiderio.


Dal mio cuore fino al Vostro!

Serendipity - Hand Made di Lucrezia di Lernia

(Naturopata specializzata in Terapia Alimentare, Fitocomplementi.

Esperta di cucito terapia.)


Per info e costi puoi contattarmi in privato:

lucreziadilernia82@gmail.com 

 






SERENELLA E LA TASCA MAGICA

Ciao a tutti, qualche anno fa realizzai un cuscino in pannolenci, imbottito con morbida ovatta e fiori essiccati di lavanda. Era nato come u...